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 Blu... di Admin
 
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O campo é onde não estamos. Ali, só ali, há sombras verdadeiras e verdadeiro arvoredo.

Fernando Pessoa
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
by Admin ( 21/05/2010 @ 09:20:14, in Articles, linked 15 times)
Trovo sempre abbastanza misterioso che artisti idolatrati in una parte del mondo non siano minimamente considerati in un'altra. Maria Rita Camargo Mariano (in arte Maria Rita) è uno di questi casi ma con l'aggravante di essere l'unica figlia di Elis Regina, famosissima anche qui con "Aguas de Março" di Jobim (tradotta in italiano e cantata da molti tra cui Mina).



Elis è morta per overdose nel 1982 lasciando alla piccola Maria Rita l'eredità pesante della leggenda. Gli artisti brasiliani rispetto agli americani faticano molto di più per farsi apprezzare nel resto del mondo perché non contano su una vocalità dall'incredibile estensione - di maggiore attrattiva per il pubblico medio - ma puntano molto sul contenuto, il ritmo e la dolcezza della melodia (si pensi a quanti infiniti modi ha la chitarra brasiliana di suonare uno stesso accordo). La musica brasiliana richiederebbe spesso una maggiore attenzione di ascolto per cogliere le sfumature della "saudade" (parola indescrivibile che è un po' malinconia e un po' nostalgia), la filosofia della danza, il fenomeno etnico e sociale che quella musica racconta. Questo che presentiamo è il cd di esordio di Maria Rita, un milione di copie vendute, 3 dischi di platino, 2 Grammy Latini, ormai un mito della canzone brasiliana. Il Cd è uscito in 20 paesi tra cui l'Italia, ma, almeno qui, con poca risonanza (qualche passaggio radiofonico del brano "Cara Valente"). Musicalmente è tutto un po' essenziale, quasi da concerto in un club: contrabbasso, batteria, chitarra, percussioni, piano, con alcuni inserti di Rodhes e fisarmonica. In qualche brano fanno capolino gli di archi. Maria Rita riprende una parte della musica d'autore con brani riarrangiati di Milton Nascimento come "A festa" (la festa) di sapore tradizionalmente latin-popolare, con una fisarmonica in sottofondo, oppure "Agora so falta voce" (ora manchi solo tu) della rock star brasiliana Rita Lee, questa volta rielaborata in un rock più leggero, quasi pop. Un ritmo sensuale e coinvolgente ci accompagna verso il cuore del cd è "A meninha do portao" (la ragazza del cancello), storia d'amore con un piano Rodhes in sottofondo e un contrabbasso che gli danno un sapore jazz. Il ritmo rallenta, un rullante spazzolato apre al brano successivo "Nao vale a pena" (non vale la pena) con la storia della fine di un amore. "Dos Gardenias" (due gardenie), una rumba lenta, presenta una particolare contaminazione linguistica, con strofe che cominciano in portoghese per chiudere in spagnolo, con naturalezza e senza forzature.

"Cara Valente" (buon viso a cattivo gioco) rompe il tono sommesso che si è respirato fino a questo punto del cd per aprire una samba della liberazione per un amore finito che termina con un "ele não é de nada" (egli non vale niente). "Santa chuva" (santa pioggia) è un dialogo tra un lui e una lei, il tradimento di un uomo e la richiesta di perdono respinta con forza. Una fisarmonica aggiunge un pizzico di phatos. La pioggia da un lato è la metafora del pianto mentre dall'altro è l'acqua che purifica e libera un amore malato di falsità. Il brano è diviso non solo concettualmente ma anche musicalmente in due parti: la seconda, il rifiuto della donna, mostra un'inaspettata verve che rompe la dolcezza della prima.
"Menina da lua" (ragazza di luna) è il brano più lirico dell'album, una dichiarazione d'amore molto tenera cantata col solo accompagnamento di pianoforte per quasi tutta la durata poi chiuso con degli archi. Un capitolo a parte merita "Encontros e Despedidas" (incontri ed addii), di Milton Nascimento, la metafora della stazione della vita in un cui "lo stesso treno che arriva è anche quello della partenza", "sono solo due lati dello stesso viaggio", "l'ora di incontro è anche quella dell'addio". Il ritmo è cadenzato quasi come quello dell'andatura di un treno. Anche l'arrangiamento si differenzia dal resto perché è quasi orchestrale con archi molto presenti fin dall'inizio. Il cd riprende ritmo con "Pagu", una ballata di Rita Lee con frasi onomatopeiche ("Ratatá! Ratatá! Ratatá!") che danno al brano una certa allegria. Il brano è dedicato alla scrittrice Patrícia Rehder Galvão (conosciuta come Pagu e morta prematuramente nel 1962). Il ritmo aumenta, si riparte col berimbau della samba della "Lavadeira Do Rio" (la lavandaia del fiume) scritta da Lenine, noto autore e cantante brasiliano (un Grammy latino nel 2005).

Per la terza volta nel cd Maria Rita canta un brano scritto da Marcelo Carmelo, questa volta un samba lento della saudade ma non triste "Veja bem meu bem" (vedi bene, figlio mio). Interessante è la sostituzione del contrabbasso nella prima parte del brano con un basso secco e cadenzato del pianoforte. Il Cd chiude con una ballata, "Cupido", in cui si sente l'unico synth dell'album che crea un'originale atmosfera elettronica per la storia di un colpo di fulmine.


La SCHEDA



Titolo CD
: MARIA RITA
Autore: Maria Rita
1. A Festa (Milton Nascimento)

2. Agora só Falta Você (Rita Lee/Luiz Sérgio)

3. Menininha do Portão (Nonato Buzar/Paulinho Tapajós)

4. Não Vale a Pena (Paulo Garfunkel/Jean Garfunkel)

5. Dos Gardenias (Isolina Carrillo)

6. Cara Valente (Marcelo Camelo)

7. Santa Chuva (Marcelo Camelo)

8. Menina da Lua (Renato Motha/Patricia Lobato)

9. Encontros e Despedidas (Fernando Brant/Nascimento)

10. Pagu (Zélia Duncan/Lee)

11. Lavadeira do Rio (Lenine/Braulio Tavares)

12. Veja Bem, Meu Bem (Camelo/Lenine/Tavares)

13. Cupido (Cláudio Lins)

Il "giudizio"
CD da ascoltare e riascoltare, Maria Rita regala sorprese ed emozioni anche dopo molti riascolti, è un'interprete di grande comunicazione.

Il video di "Encontros e Despedidas" (incontri ed addii)



Maria Rita su wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Rita


Sito ufficiale http://www.maria-rita.com

Pubblicato su: www.amvallodidiano.it www.ageofaudio.com
 
by Admin ( 05/04/2010 @ 22:08:26, in Articles, linked 15 times)
A video on this Moog filter with (un)common uses of the mf-101 (see around 4m00s and after if you've no time to see all the video)
 
by Admin ( 08/02/2010 @ 10:55:51, in Articles, linked 37 times)
(di Fabio Pesce e Antonio Campeglia)
Siamo cresciuti a suon di musica napoletana classica. Ci piace ascoltarla, anche quando la sua “classicità” prende un’altra sfumatura. Curiosi ed anche abbastanza intrigati dal titolo, insieme a mio amico Fabio Pesce abbiamo scoperto, attraverso il progetto Giosi Cincotti, un altro modo di rivisitare i classici ritornelli partenopei. "NEAPOLISINFABULA" è il cd della "solita" canzone napoletana che però non ti aspetti e ti sorprende. Un percorso tra jazz, sogno e tradizione che sconfina con naturalezza e nonchalance tra le note di favole incantate che ridisegnano i contorni e i significati di storie antiche. La copertina si propone essenziale, senza troppi fronzoli e aprendo la confezione il cd si presenta come un vecchio vinile, che ne dà l'aspetto di un 45 giri di un tempo, quasi a sottolineare l'intrecciarsi inafferrabile di passato e presente. Il cd si apre con una compilation che chiarisce subito parte delle intenzioni musicali: "Uocchie c’arraggiunate" (Falcone, Fieni e Falvo, 1904), "‘O marenariello" (Ottaviano-Gambardella, 1893), "Canzone marenara" (Donizetti, 1835), "Luna nova" (Di Giacomo-Costa, 1887). L’arrangiamento inizia con un pianoforte acustico, sembra un pianoforte a coda Yamaha C3, leggermente spento come suono. Dopo poche battute entra la voce con un contrabbasso, ottimo equilibrio fra loro e una bella voce immersa nella musica. Sorprende piacevolmente questo medley non esageratamente jazzistico o di banalmente già sentito. Da sottolineare la voce femminile, ben ripresa all’interno del brano, non fa mai da protagonista, lascia respirare anche gli altri strumenti che si alternano, avendo sempre come protagonista principale il pianoforte, filo conduttore per tutto il medley. Il secondo pezzo è intrigante, diverso dalle versioni che siamo stati abituati a sentire: "‘E spingole frangese" (Di Giacomo-De Leva - 1888) ha un jazz che scivola nella sigla dei Simpson per poi finire in un ritmo blues. Da qui si entra nello spirito del cd, la musicalità si fa avvolgente. Così "'a Vucchella" di D'Annunzio-Tosti (1892) si incarna in quella di Biancaneve in attesa del suo principe con "I sogni sono desideri" ("Someday my Prince will come" brano già prestato al jazz di Miles Davis per citarne uno) per poi diventare "When you wish upon a star" ("Una stella cade", parte della colonna sonora del Pinocchio disneyano) in "Reginella" (Bovio - Lama - 1904), stavolta in una storia con un finale meno lieto. Ma la contaminazione tracciata da Giosi Cincotti - a cui si devono progetto e arrangiamenti - non finisce di stupire con "A Canzone appassiunata" (E. A. Mario - 1922) che si intreccia con un tango di Piazzolla, “Maddalena” (Carlo Faiello) che diventa un jazz - unico brano tratto dal passato prossimo - e "Michelemmà" che sfocia in una melodia mediorientale seguendo il testo dell'ignoto autore ("Li turche se nce vanno a reposare..."). Un brano un po' di rottura con la magia che pervade il lavoro è "La Pizzica a Santu Paulo", dove si crea un originalissimo e coinvolgente connubio tra tarantella e jazz. E' peculiare che una pietra miliare come "Voce 'e notte" (Nicolardi-De Curtis) venga lasciata intatta, quasi a sottolinearne una sorta di intoccabilità. L’ultimo brano, “Reginella”, è fra i più sorprendenti grazie alla simbiosi creatasi fra la voce e il pianoforte. Nessuno dei due prevale sull’altro. L’arrangiamento è semplice e sono piacevoli anche le pause, che impreziosiscono il prima e il dopo. “La musica è sensazione”, sostiene nella sua presentazione del disco Giobbe Covatta e alla fine dell’ascolto abbiamo condiviso pienamente la sua affermazione. Il cd ha una non trascurabile esperienza teatrale alle spalle e si sente! Il risultato è una scrittura musicale che va al di là della registrazione di studio, una musica che fonde arte, poesia e magia in un'idea multimediale che nel supporto inciso dal laser sembra starci stretta. Giosi Cincotti ha sapientemente curato musiche e arrangiamenti, mentre l'elaborazione teatrale è a cura di Marcello D'Orta (scrittore autore di "Io speriamo che me la cavo", "Dio ci ha creato gratis" e molti altri). La voce di Mena Cacciapuoti, in un napoletano pulito che a tratti si colora di calde inflessioni etniche, non forza i limiti. Il modo naturale in cui i musicisti comunicano tra loro porta alla creazione di un prodotto sonoro in cui essi emergono come gruppo e non come solisti: Marco De Tilla - contrabbasso, Michele Maione – percussioni, Giosi Cincotti – pianoforte, Marzouk Mejri ed Emidio Ausiello – percussioni, Pericle Odierna- fiati, Enzo Grimaldi – fisarmonica. Per le registrazioni abbiamo notato che sono stati usati dei buoni outboard. Lodevole la scelta degli ambienti sulla voce, non esasperati da riverbero e delay, come purtroppo succede spesso nella registrazione della musica napoletana. La scheda NEAPOLISINFABULA Edizioni Graf http://www.myspace.com/neapolisinfabula Tracklist: 1. Medley: uocchie c’arraggiunate (Falcone Fieni – Falvo) ‘o Marenariello (Ottaviano – Gambardella) canzone Marenara (Donizetti) Luna nova (Di Giacomo – Costa) 2. ‘E spingole frangese (Di Giacomo – De Leva) 3. Canzone appassiunata (E.A. Mario) 4. Voce ‘e notte (Nicolardi – De Curtis) 5. Maddalena (Carlo Faiello) 6. Michelemmà (rielab. Giosi Cincotti) 7. ‘A Vucchella (D’Annunzio – Tosti) 8. Pizzica a Santu Paulo (rielab. Giosi Cincotti) 9. Reginella (Bovio – Lama)
 
by Admin ( 25/01/2010 @ 23:24:37, in Articles, linked 26 times)
AER COMPACT 60 - Amplificatore(!)

Non sono uno che si entusiasma facilmente per un amplificatore, e non avevo mai pensato di investire troppo nell'acquisto di un ampli compatto. Negli anni però, suonando strumenti che vanno dalla chitarra al piano elettrico alla voce al theremin, la ricerca dell'amplificatore perfetto è sempre stata una vana chimera. Soprattutto il theremin mi ha dato filo da torcere, il suono non era mai quello che cercavo, qualsiasi colorazione sonora mi disturbava.
Ho provato ottimi ampli per la chitarra, ma poi magari ci attacchi un microfono e quel piccolo fruscio di fondo ti fa disperare. Gli ampli per la tastiera non vanno bene per altre cose, trovare una soluzione poco ingombrante e valida per chitarra e voce - magari con un effetto - è impossibile... insomma è stato un continuo desiderare altro.
Un giorno ho casualmente provato un Aer Compact 60, costruzione tedesca. Wow! Caro, anzi carissimo quando l'ho visto! Ma era (ed è) fantastico, non ho resistito, ho capito che forse avrei fatto meglio a cercare l'ampli giusto anni prima, quando nella rincorsa dello strumento migliore avevo tralasciato una parte molto importante del suono.
Oltre 800,00 euro per un 60W compatto che pesa 8kg, non avrei mai pensato di poter spendere tanto per un ampli così piccolo, eppure ce l'ho qui, acceso e neanche me ne accorgo (nessun fruscio praticamente).
Per me è l'ideale: eccezionale per la chitarra acustica (e anche la classica suona bene), buono per la voce - che fa la sua figura - con tanto di ingresso bilanciato, alimentazione phantom e qualche effetto di qualità. Ci suono di tutto, dal piano al theremin all'ipod... per strumenti che richiedono pulizia è davvero ideale.
Gli effetti integrati non sono molti, essenziali direi, ma sufficienti (4 in tutto). Si possono applicare ad entrambi i canali insieme o separatamente (con volume di return).
Direi che è l'amplificatore acustico "neutrale" migliore che ho provato, non aggiunge né toglie niente al suono ma lo fa arrivare intatto all'orecchio dell'ascoltatore e credo che questo sia il maggior pregio.
Comodissima l'uscita cuffia e l'uscita tuner. Con la DI posso usare l'ampli come monitor e arrivare in un impianto.
Insomma un prodotto più che completo.
Ad onor di cronaca esiste in commercio anche un modello compact Classic, con un'equalizzazione rivolta più agli strumenti classici e la possibilità di elevare i bassi senza innescare il feedback. Il Classic è fisicamente quasi identico al Compact ma presenta un numero maggiore di uscite sul retro con la divisione dei 2 canali anche in out e la possibilità di settare i volumi di uscita delle singole uscite. Ho fatto un test anche di questo modello riscontrando la stessa eccezionalità di suono ma alla fine ha prevalso il rapporto qualità/prezzo e ho scelto il Compact 60.

Caratteristiche
- 60W/4 ohm
- coni da 8''
- 2 canali di ingresso di cui uno bilanciato con volumi ed equalizzatori separati a 3 bande.
- 4 effetti integrati
- equalizzatore 3 bande su ogni canale
- filtro hi-low con indicatore di clip su ogni canale
- uscita DI
- line out
- uscita cuffia
- send e return
- uscita tuner
- entrata pedale
- Effetti: warm hall reverb, bright hall reverb, chorus with reverb, e flanger
- filtro color e hi-low su entrambi i canali

La costruzione del case è solida, ben rifinita e senza spigoli. Superiormente il case ha un incavo a maniglia che permette un semplice trasporto.
 
by Admin ( 24/01/2010 @ 11:07:19, in Articles, linked 220 times)
Spostandomi spesso per lavoro e cercando un qualcosa che mi permettesse di non portarmi in giro continuamente uno studio ho comprato un microfono/registratore H4N della Zoom. Ho scoperto qualcosa di molto più potente.
Seguitemi!

Quello che mi aspettavo
Qualche anno fanno era quasi impossibile immaginare un sistema di registrazione portatile di qualità che entrasse nello spazio di una mano, eppure ci siamo!
La Zoom ha sfornato due modelli di “microfoni”: H2N e H4N.
Parliamo in questo articolo del modello H4N che è il più completo dei due ed esploriamo alcune delle sue possibilità.
Il microfono è in realtà un bi-microfono, nel senso che monta 2 capsule a condensatore con varie possibilità di registrazione a 90 gradi (a X) o a 120 gradi (a Y) semplicemente ruotandole. E’ dotato di un accessorio che permette il fissaggio su una comune asta microfonica. Utilizzato in questo senso è un buon microfono STEREO/MONO (è possibile settarlo) che possiamo portare sempre dietro e di facile utilizzo.
La registrazione avviene su una card SD interna (a corredo ma sostituibile con un max di 32Gb) e può essere effettuata in vari formati tra cui WAV e MP3. Funziona a batteria (2 AA) oppure con apposito alimentatore a corredo.
Come un microfono tradizionale può montare anche un cappuccio antivento (in corredo).
La durata della registrazione dipende dalla grandezza di una card, ma se registriamo in mp3 superiamo le 6 ore con 1 solo Gb di capienza.

Quello che non mi aspettavo
Veniamo ad un uso un po’ più spinto del nostro “microfono”. Innanzitutto ci accorgiamo di avere altri 2 ingressi sulla base, sia bilanciati che sbilanciati. Questi ingressi permettono di utilizzarlo come scheda audio da viaggio, permettendo di fatto una registrazione anche da periferiche esterne con tanto di mixer integrato. In effetti è un multitraccia a 4 canali o se vogliamo 2 ingressi esterni + microfono integrato. I 2 microfoni possono essere sostituiti anche da un ulteriore microfono esterno.
Le entrate bilanciate hanno l'alimentazione phantom attivabile e anche questa è una di quelle cose che non ti aspetti.
Con il mixer 4 canali interno possiamo settare i volumi, il pan, e varie funzioni relative alle tracce audio. E' possibile effettuare addirittura un mix down delle tracce.
Alla fine prendiamo la scheda SD e troviamo in una cartella tutti i file registrati, divisi così come li abbiamo acquisiti. Possiamo in alternativa collegare la porta USB ad un pc e vedere il microfono come un disco esterno.

Quello che non immaginavo
Avevo dimenticato che la Zoom ha prodotto effetti tra i migliori del mercato. Non hanno dimenticato di infilarne una cinquantina in questo microfono! In pratica potremmo usare il microfono come multi effetto scegliendo un effetto e mandando l’uscita su un amplificatore. Gli effetti sono di qualità.
Inoltre è dotato di un accordatore con varie modalità e di un metronomo.
E che dire della possibilità di utilizzarlo come scheda audio? Collegandolo come USB possiamo utilizzare i driver a corredo per vedere H4N come una scheda audio 4 canali e utilizzarla al nostro software preferito. In pratica posso portare il mio studio con me! La latenza può arrivare a 1ms, la qualità ottima. I driver sono ASIO.
C’è da dire che H4N ha anche delle casse integrate e questo permette di utilizzarlo anche come sorgente di ascolto via usb o lettore mp3/wav, insomma veramente versatile!
Non manca una cuffia/uscita audio per mandarlo ad un impianto.
La funzione SPEED permette di rallentare una traccia senza perdere il pitch, utilissima per analizzare meglio un brano.
Sugli ingressi è possibile inserire un limitatore e un filtro.

La sorpresa
C’è una licenza di Steinberg Cubase LE 4 all’interno della scatola!

Il prezzo?
300,00-350,00, ben spesi secondo me.

Difetti
Premetto che ho un giudizio globale buono del prodotto, ma devo - per onor di cronaca - elencare dei difetti che per qualcuno potrebbero non essere altrettanto trascurabili.
C'è un leggero fruscio di base dovuto probabilmente ai preamplificatori. Ovviamente non è un microfono da studio e il fruscio è trascurabile quando si effettuano registrazioni ambientali.
Personalmente non lo ritengo un problema a meno che non lo si voglia utilizzare davvero in studio (ma anche qui non ne sarei così sicuro, tutti i pre introducono un po' di rumore).

Le maschere non sono di utilizzo immediato, ma questo è un limite dovuto agli spazi ridotti.

Il microfono può essere impostato per un "auto volume" ovvero per scegliere il volume giusto di ingresso. In genere quando questa funzione è attiva se il suono iniziale è troppo alto si avverte una leggera distorsione dovuta al tempo che impiega il microfono per "capire" a che volume deve registrare.


Specifiche:
- Registrazione su scheda SD / SDHC (fino a 32 GB)
- Risoluzione fino 24bit/96kHz
- Connessione USB 2.0
- Microfono stereo X / Y integrato (90 ° o 120 °)
- 2 Preamplificatori per microfoni esterni
- Possibilità di utilizzare 2 ingressi esterni in combinazione con microfoni integrati per registrare fino a 4 canali simultaneamente
- Registrazione multitraccia
- Entrata strumento
- Mini altoparlante integrato
- Ampio display LCD e interfaccia intuitiva
- Supporto per Broadcast Wave
- Funzione di auto-registrazione e di pre-registrazione
- Funzione marcatore tracce
- Funzione di rallentare la velocità di riproduzione per utilizzo didattico
- Effetti
- 50 simulazioni di amplificatori per chitarra e basso
- Fino a 10 ore di durata con batterie AA
- Telecomando disponibile come opzione

Fornito di serie con una scheda SD da 1 GB, una spugna antivento, alimentatore esterno CA, clip adattatore per microfono, cavo USB, custodia protettiva e Steinberg Cubase LE
 
by effebit ( 17/01/2010 @ 12:53:18, in Articles, linked 34 times)
Questa non è una recensione tecnica, ma solo le impressioni di un utilizzatore che ha percorso chilometri nella giungla delle loop station.

Dopo aver posseduto e provato da diverse loop station posso affermare che per praticità d'uso forse la RC50 è la più versatile.
E' lunga 47cm, una dimensione che permette il posizionamento di ben 7 pedali che permettono un comodo accesso a molte funzioni comuni che, in altri prodotti a 2 pedali, è più complicato godere. Un piccolo display aiuta ad orientarsi manipolando un dial-up e diversi cursori per la scelta e la personalizzazione delle patch.
Le caratteristiche La prima cosa che ho apprezzato è la silenziosità della pressione del pedale.Lo so che non sempre è importante, ma più di una volta, soprattutto in teatro e in ambienti silenziosi, la pressione del click metallico amplificato dal sottopalco è fastidiosa (vedi pedaliere tipo Line6 e Guitar Rig). I loop contemporanei che è possibile memorizzare sono 3 (phrase), ognuno con infiniti overdub. In pratica è come avere 3 loopstation separate. I 3 loop possono essere indipendenti (single mode - un loop esclude l'altro) oppure suonati in contemporanea (multimode). Il tempo può essere sincronizzato con un sync in modo da avere tracce allo stesso bpm.
Tramite il software integrato è possibile specificare il comportamento di ogni phrase. Ad esempio possiamo decidere che alla pressione dello stop un loop debba sfumare o interrompersi radicalmente. Idem per il play.Il tempo totale di memorizzazione è di 48 minuti mono e 24 stereo divisi per 99 patches. Questo non è un punto a favore se la paragoniamo alla Jamman che arriva a 6 ore. Il fatto grave è che non è espandibile, probabilmente è una scelta commerciale. In ogni caso i minuti sono abbastanza se si considera la durata media di un loop.

Batteria E’ una novità. Il suono è discreto. E' un po' come avere una piccola batteria elettronica regolabile. Niente di esagerato, però in alcuni casi è comodo. Il tempo può essere scelto con il tap a pedale. La batteria è svincolata da quello che suoniamo o registriamo e può essere mandata su uscite separate.

Problemi Uno in particolare: la latenza. Alla registrazione di un loop quando avviene il primo riascolto si avverte un piccolo ritardo della prima nota. Il problema scompare al riascolto successivo. In genere questo problema si può compensare suonando la prima nota di nuovo però è una scocciatura!Tutto dipende dal fatto che la durata del loop deve essere pari alla durata di una misura o di un suo multiplo. Se così non è (90% delle volte) interviene l'autoquantize che genere l'errore di cui sopra. Ovviamente se il tempo è perfetto non si avvertirà il problema. La cosa è ancora più grave se c'è sotto la batteria. Una cosa poco nota è che dall'aggiornamento 1.0.1 del sistema (già del 2006) è possibile adoperare una funzione Sound Priority (premendo all'accensione contemporaneamente Phrase2+Loop Sync) che con la batteria (guide) spenta evita il problema. Con la batteria accesa il problema persiste nei casi di cui sopra. Se ne vogliamo aggiungere un altro, non è proprio immediata da utilizzare (ma neanche impossibile), le funzioni sono molte e quindi bisogna studiare una trentina di minuti prima di orientarsi bene...

IN/OUT e Mixer La possibilità di entrate/uscite è davvero notevole. Faccio un breve elenco - IN mono e stereo instr - In Microfonico con e senza Phantom - entrata aux - OUTPUT mono e stereo - Cuffie - OUTPUT SUB (altra uscita audio a cui è possibile abbinare la batteria o alcune phrase) - 2 pedali per regolazioni aggiuntive - 1 USB (che permette di vedere la RC50 come un HD esterno ed accedere ai contenuti) - MIDI IN e MIDI OUT - alimentazione Tutte le uscite hanno un volume corrispondente. E' quindi possibile settare il volume di ingresso INST, MIC, AUX, i livelli di ogni loop, il volume master.

Conclusioni Mi trovo abbastanza bene e la ritengo un'ottima soluzione quando non si vuole portare dietro un pc per qualcosa di più avanzato. E' affidabile e robusta.
Mi aspetto un modello con la memoria espandibile e magari con il quantize corretto.

 
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